2) Le accademie scientifiche.
Il Medioevo aveva cercato di appagare il suo desiderio di cultura
realizzando vari tipi di scuole, fra cui le universit.
All'inizio dell'epoca moderna, con il nuovo tipo di sapere, nacque
anche una nuova struttura scolastica ad esso adeguata: la
accademia scientifica.
P. Rossi, Nascita delle societ scientifiche, Intr.

Organizzare e coordinare le ricerche, rendere stabili e fecondi i
rapporti fra la cultura dei meccanici e dei tecnici e quella dei
teorici e degli scienziati; comunicare a un pubblico il pi largo
possibile i risultati degli esperimenti e delle ricerche; aprire
possibilit sempre pi ampie di collaborazione e di verifica:
sulla base di queste esigenze _ che sono comuni a Cartesio e a
Mersenne, a Boyle e a Leibniz _ nacquero fuori delle universit,
tradizionalmente controllate dal potere ecclesiastico, nacquero in
Europa le prime societ e accademie scientifiche. Al di fuori
delle universit, tradizionalmente controllate dal potere
ecclesiastico, nacquero nel corso del Seicento nuove sedi per le
discussioni e la ricerca. I grandi epistolari del secolo
diciassettesimo documentano da parte loro quanto fortemente fosse
avvertita l'esigenza di una larga collaborazione intellettuale
capace di superare le frontiere degli Stati e la particolarit
delle culture nazionali.
A illustrazione dei testi che seguono  opportuna qualche notizia.
La Accademia dei Lincei fu fondata a Roma nel 1603 dal diciottenne
principe Federico Cesi che sostenne le spese relative alla
biblioteca, a un giardino botanico e a un gabinetto di storia
naturale. Annover fra i suoi membri Galileo Galilei. Cess la sua
attivit nel 1651, ebbe qualche sporadica ripresa, finch fu
nuovamente ristabilita nel 1847. L'Accademia del Cimento, che
svolse la sua prima seduta nel giugno del 1657 e l'ultima nel
marzo del 1667, fu fondata dal Principe Leopoldo di Toscana
(fratello del Granduca Ferdinando secondo) che era stato discepolo
di Galilei. Ebbe fra i suoi membri pi illustri Vincenzo Viviani
(1622-1703) e Francesco Redi (1626-1698), rispettivamente
matematico e medico di corte, Giovanni Alfonso Borelli e Lorenzo
Magalotti (1637-1712).
A differenza dell'Accademia dei Lincei e dell'Accademia del
Cimento, per taluni aspetti ancora vicine alle pi antiche
accademie e ai circoli letterari degli umanisti e che operavano
per l'impulso determinante di un principe-mecenate, la Royal
Society (riconosciuta da Carlo secondo nel 1662) era nata circa un
ventennio prima dalla spontanea riunione, al di fuori delle
universit e delle corti, di gruppi di tecnici e di scienziati.
Uno di questi gruppi, che ha fra i suoi leaders Robert Boyle,
nacque dall'incontro dei futuri membri del Philosophical College:
Intorno al 1645 - scrive il matematico John Wallis - quando
abitavo a Londra in un periodo in cui, a causa della guerra
civile, i corsi accademici erano interrotti a Oxford e a
Cambridge, ebbi occasione di fare la conoscenza di varie persone
che si occupavano di filosofia naturale e specialmente di ci che
si  chiamato filosofia nuova o filosofia sperimentale... Dai
nostri discorsi avevamo escluso la teologia, il nostro interesse
si volgeva alla fisica, all'anatomia, alla geometria,
all'astrologia, alla navigazione, alla statica, al magnetismo,
alla chimica, alla meccanica, agli esperimenti naturali...
Dall'epoca in cui Galilei viveva a Firenze e Sir Francis Bacon in
Inghilterra, questa filosofia nuova  stata coltivata con ardore
in Italia, in Francia, in Germania e da noi, in Inghilterra. Da
questi incontri, che si effettuarono in un secondo tempo a Oxford
e poi nuovamente a Londra, prese vita la Royal Society che ebbe
fra i suoi primi progetti quello di compilare fedeli resoconti di
tutte le opere della Natura e dell'Arte. A tutti i membri della
Societ si richiedeva un modo di parlare discreto, nudo,
naturale; espressioni positive, significati chiari; la capacit di
portare tutte le cose alla chiarezza della matematica; una
preferenza per il linguaggio degli artigiani, dei contadini, dei
mercanti, piuttosto che per quello dei filosofi. La polemica
contro il linguaggio oscuro ed ermetico, della tradizione
magico-alchimistica e della Scolastica e contro il linguaggio
retorico della tradizione umanistica (separare la conoscenza
della natura dai colori della retorica e dagli artifici della
fantasia) caratterizzano, fin dagli inizi, il lavoro della Royal
Society. Dal 1662 fino alla morte, avvenuta nel 1677, ne fu
attivissimo segretario Henry Oldenburg. Le Philosophical
Transactions, fondate dal Oldenburg nel 1665 e tuttora pubblicate,
furono la prima rivista europea interamente dedicata a problemi
scientifici.
Nel quarto decennio del secolo operavano anche in Francia, sotto
l'egida di privati, gruppi di scienziati e di intellettuali
riuniti in accademie e associazioni. Al centro di questi gruppi
sono le figure del cartesiano Jacques Rohault (1620-1675), del
medico gassendista Denys e soprattutto del filosofo, matematico e
fisico Marin Mersenne (1588-1648) amico e corrispondente di tutti
i grandi esponenti del meccanicismo: da Galileo a Cartesio, da
Gassendi a Roberval, a Hobbes, a Pascal. La Acadmie royale des
sciences venne formalmente istituita nel 1666, durante il regno di
Luigi quattordicesimo, per interessamento del ministro Colbert che
aveva da tempo progettato un'accademia capace di riunire assieme
geometri, medici, eruditi e letterati. Il fisico e astronomo
inglese Christiaan Huygens (1629-1695) fu per vent'anni la figura
centrale dell'attivit dell'Accademia la cui biblioteca e i cui
laboratori vennero finanziati con il tesoro reale. Il memorandum
del cartesiano Huygens per il ministro Colbert, vale a mostrare
quanto profondo sia stato, su questo tipo di progetti, il peso
esercitato dalle tesi avanzate da Francesco Bacone. Dopo la revoca
dell'editto di Nantes (1685) con l'uscita dalla Francia di molti
scienziati protestanti, l'Accademia attravers una fase di declino
riprendendo poi una intensissima vita nel corso del secolo
diciottesimo.
P. Rossi, La Rivoluzione scientifica: da Copernico a Newton,
Loescher, Torino, 1973, pagine 395-397.
